
“… Percorse da stimolazioni e “innovazioni” sperimentali, le tracce degli Scat sono tutt’altro che da snobbare, vanno centellinate con una buona dose d’interesse, …”
Massimo Sannella – Beatbopalula
“… A seguire, sono arrivati gli SCAT, che hanno veramente “spettinato” le idee ai molti presenti che si accalcano a fatica nel salone musica. Un set che ha confermato l’attuale periodo di grazia della band. …”
Meccano + Toast Fest – 30 anni di musica indipendente
“…è una musica con pochi paragoni, e questo è indubbiamente un merito (…). I musicisti (…) sono veramente bravi e meritano tutta l’attenzione possibile.”
Stefano I. Bianchi – blow up 97 – Giugno 2006
“Assoli e crescendi post-rock indirizzano atmosfere lounge nella creazione di travolgenti storie musicali. Melodie che si assorbono a livello pettorale.”
Claudia Selmi – www.rockit.it
“I Nostri sei musicisti, infatti, spaziano dal jazz alla psichedelia, dal rock al cantautorato, senza perdere colpi, dimostrando ottima tecnica strumentale ed un sempre ben accetto ecclettismo di base”.
(Steve – 8/10/05) – www.munnezza.it
“…sicuramente un lavoro per palati fini, attenti alle sfumature”.
The Bokal – www.perkele.it
“…ci troviamo al cospetto di una delle più convincenti releases Italiane dell’anno, che lascia ben sperare per il prosieguo dell’attività del gruppo torinese”.
Luigi Ametta – anewland
“Il Muro Dopo Nagasaki, un piccolo capolavoro figlio di Coltrane come dei Mogwai.”
Davide Piancone – Artists and Bands
“Per una volta la rubrica fa uno strappo alle sue regole, per fortuna poche. Perché qui
generalmente le formazioni strumentali non trovano spazio, e si preferisce dare più spazio alle
parole. Ma questo disco sembra meritare di essere l’eccezione, e per la verità le parole, di tanto
in tanto, ci sono. E poi ci sono pure gli scritti corsari di Pasolini, e se non è parlare quello…”.
Federico Genta – La Stampa